| Indice Sistematico |
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| Genus Tibia - Roding, 1798 |
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| Subgenus Tibia s. str. |
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La Tibia fusus (A) e' una conchiglia con un'aspetto inconfondibile,
grazie al lungo e fragile canale sifonale che misura meta' dell'intera conchiglia.
La spira e' elevata, di colore marrone piu' chiaro nei primi giri e piu' scuro negli ultimi.
La scultura e' formata da leggeri cordoni assiali che sono piu' intensi nei primi giri fino a scomparire
del tutto negli ultimi quattro. Il labbro esterno e' ornato da cinque piccole digitazioni.
L'apertura e' bianca e lo stesso vale per le digitazioni ed il canale sifonale, ma questi solo nella parte
anteriore della conchiglia. Il labbro, visto dalla parte posteriore, e' decorato da una sottile ed elegante linea nera.
Il lunghissimo rostro e' spesso ricurvo.
Troviamo questa specie sui fondali fangosi da 15 a 60 metri di profondita, quindi si nutre di detriti,
alghe e piccoli invertebrati.
La Tibia melanocheilus (B) e' una specie molto rara che
vive in acque meno profonde rispetto alla fusus, e tempo fa
era considerata una sottospecie di quest'ultima visto la notevole somiglianza.
Questa specie ha rispetto alla fusus le seguenti differenze:
1 - le dimensioni sono inferiori e la colorazione tende di piu' al giallo o al grigio chiaro.
2 - l'apertura non e' bianca, ma puo' essere marrone o arancio.
3 - ha un canale sifonale piu' corto rispetto al resto della conchiglia.
4 - la spira e' piu' liscia nei primi giri e completamente liscia negli ultimi 5 o 6.
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La Tibia insulaechorab (A) possiede una conchiglia solida e robusta, e
di forma affusolata come tutte le congeneri. Il labbro esterno ha 5 o 6 piccole digitazioni ed
il canale sifonale superiore supera anche il penultimo giro.
La colorazione e' marrone nella spira e completamente bianca sia nella columella che nella parte interna del labbro.
La Tibia insulaechorab f. luteostoma (C) e' una forma poco comune ed
ha il colore della columella giallognolo.
Nella figura seguente possiamo vedere anche la Tibia curta (B),
la quale differisce dalla insulaechorab per i seguenti particolari:
1 - nella curta e' presente una stria di colore marrone piu' scuro che segue la spira.
2 - il canale sifonale superiore non supera il penultimo giro della spira.
3 - le digitazioni del labbro esterno sono meno numerose.
4 - il canale sifonale anteriore e' piu' lungo.
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Alcuni studiosi considerano la Tibia curta come una sottospecie della
Tibia insulaechorab, mentre altri pareri sostengono la validita' della specie
basandosi sulle nette differenze morfologiche e l'area di distribuzione geografica.
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A titolo puramente informativo, si puo menzionare un'ultima specie (sempre se si puo' definire tale),
ovvero la Tibia serrata. Il primo a descrivere questa "specie-fantasma" fu Perry nel 1811, che
fece anche un disegno raffigurante una conchiglia trovata, pare, in Indonesia, simile alla Tibia insulaechorab,
ma con il canale sifonale superiore che arrivava in cima alla spira ed era interamente dentato.
Questa recensione era l'unico indizio fino al 1977, quando una rivista pubblico' notizie su un esemplare
ritrovato a Bandar Abbas, nelle acque del Golfo Persico, spiaggiato, ma ancora con resti del mollusco.
L'esemplare ricordava il disegno di Perry, appunto per via della lunga estensione del labbro superiore
e della sua dentellatura. In ogni caso non si puo' parlare di specie, perche' un solo esempare non basta
per contraddistinguene una nuova, infatti, dopo questa notizia, nessuno ha avuto piu' notizie
di questa misteriosa conchiglia.
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